Cortona
Cortona è un comune di 22.563 abitanti della provincia di
Arezzo.
La fondazione della città si perde nella nebbia di numerose
leggende delle quali si ha traccia già nell'età classica. Tali leggende
furono rimanipolate acquistando consistenza soprattutto nel tardo
periodo rinascimentale sotto la dominazione di Cosimo I. Esse infatti
miravano tutte al raggiungimento dei due seguenti scopi, sia pure
contrapposti:
Per quanto riguarda la classe dirigente fiorentina: a valorizzare
la vasta consistenza territoriale della Toscana, come antica Etruria,
nonché l'antichità di tutte le sue più famose città sin dai primordi
della civiltà subito dopo il Diluvio Universale, allo scopo di ottenere
per quel territorio e per quelle città il riconoscimento di Granducato
e del titolo di Granduca per Cosimo, cosa che fu concessa da Pio
V nel 1570.
Per quanto riguarda la classe dirigente cortonese: a valorizzare
l'antichità della città presentandola come la più nobile ed antica
fra le città della Toscana, il cui ordinamento autonomo, risalente
alla lucumonia etrusca, si era successivamente plasmato nel libero
comune medioevale. Nel contesto di un confronto, in quel periodo
assai aspro con i Signori di Firenze che avevano sottomessa Cortona,
la rivalutazione dei miti leggendari e particolarmente di quello
etrusco, permetteva alla classe dirigente cortonese di avere un
alleato nelle rivendicazioni dell'autonomia cittadina.
La guida seicentesca di Giacomo Lauro, rifacendosi a scritti
di Annio Viterbese (1432-1502), che attinge a molti scrittori dell'antichità,
narra che centootto anni dopo il Diluvio Universale Noè, navigando
dalla foce del Tevere, attraverso il Paglia entrò nella valle della
Chiana e piacendogli questo luogo più di ogni altro d'Italia per
essere molto fertile, vi si fermò ad abitare per trenta anni. La
sua discendenza, fra cui un figlio di nome Crano giunto su di un
colle e piacendogli assai l'altezza del luogo e l'amenità del paese
e la tranquillità dell'aria l'anno duecentosettantatre dopo il "Diluvio
Universale" vi edificò la città di Cortona la quale, come Stefano
(prima metà del VI secolo d. C. 539-545) grandissimo historiografo
greco afferma, fu la terza città d'Italia costruita dopo il diluvio,
e metropoli degli antichissimi Turreni. Noè, visto che Crano aveva
fatto bene lo nominò Corito, cioè re e successore di Regno, infatti
Curim da cui deriva Corito significa scettro che in lingua latina
si dice Quirim, da cui l'appellativo Quirino dato a Romolo. Crano,
una volta assunto il titolo di Re, sull'alto della collina si costruì
una reggia a forma di torre i cui resti tutt'oggi permangono in
località Torremozza. Il regno di Crano venne chiamato Turrenia perché
le città che la discendenza di Noè costruì avevano alte torri. Questo
fu il primo nome della Toscana e Turreni furono chiamati i suoi
abitanti. Ma poiché discendevano da Noè che era stato salvato dalle
acque "ab imbribus" alcuni furono chiamati anche Imbri e volgarmente
Umbri.
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